{"id":1791,"date":"2017-07-31T19:38:18","date_gmt":"2017-07-31T19:38:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.canottiericavallini.it\/?p=1791"},"modified":"2017-08-01T13:09:44","modified_gmt":"2017-08-01T13:09:44","slug":"10-anni-dalla-scomparsa-di-franco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.canottiericavallini.it\/?p=1791","title":{"rendered":"10 ANNI DALLA SCOMPARSA DI FRANCO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sono gi\u00e0 passati due lustri da quel 31 luglio del 2007 quando, dopo una brutta e sofferta malattia, <strong>Francesco Paparella<\/strong> (per tutti noi Franco o il Papa) ci ha lasciati. Dirigente e allenatore della societ\u00e0 per un trentennio. Possiamo affermare che se oggi esiste questa realt\u00e0 remiera a Calcinaia e in gran parte merito della sua lungimiranza, insistente volont\u00e0 e fatica. Il giorno delle sue esequie un amico lo ricord\u00f2 dicendo: &#8220;e morto a 60 anni ma \u00e8 come se ne avesse vissuti 120&#8221;. Questa \u00e8 la sintesi della sua vita. La sua figura sar\u00e0 ricordata a commemorata a fine stagione, in occasione della premiazione annuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.canottiericavallini.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/20170801_Paparella.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter  wp-image-1796\" src=\"http:\/\/www.canottiericavallini.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/20170801_Paparella-300x225.jpg\" alt=\"20170801_paparella\" width=\"315\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/www.canottiericavallini.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/20170801_Paparella-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.canottiericavallini.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/20170801_Paparella-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.canottiericavallini.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/20170801_Paparella.jpg 1040w\" sizes=\"(max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><\/a>Ricordiamo brevemente, per coloro che non lo hanno conosciuto e son curiosi di saperne la storia, chi era, cos&#8217;ha fatto per la Canottieri\u00a0e cosa ha lasciato alla comunit\u00e0 sportiva locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era prima di tutto un combattente per le sue idee e passioni e si avvicin\u00f2 al canottaggio agli inizi degli anni settanta, quando la nostra societ\u00e0 si affacciava ai primi veri successi nazionali. Si appassiono subito a questo sport, che non aveva mai praticato. Ma da buon osservatore e curioso quale era apprese velocemente le tecniche di voga ed inizio ad allenare, per necessit\u00e0 societarie, fin dai primi degli anni ottanta, ottenendo successi col nostro singolista Alberto Alderigi, che dopo aver vinto i Giochi della Giovent\u00f9 conquisto 6 titoli italiani e un ottavo posto ai mondiali, nonostante avesse contro tutto l&#8217;allora staff tecnico federale e il suo CT Nielsen.\u00a0Infatti fu uno dei primi ad applicare e divulgare le tecniche del dott. La Mura, del quale divenne un grande amico ed estimatore. Fu un talent scout che avvi\u00f2 al canottaggio atleti e atlete che poi hanno avuto successo anche in altre realt\u00e0 remiere. Nonostante la sua severit\u00e0 e rigore \u00e8 stato \u00a0generoso e disponibile con tutti i giovani che ha allenato\u00a0e che hanno avuto problemi anche al di fuori dell\u2019 ambito societario, spesso trascurando s\u00e9 e la famiglia. Si e fatto carico di molte situazioni personali, a volte estreme, per le quali oggi tanti lo ricordano ancora. Seguiva per passione e da tifoso le trasferte della Squadra nazionale in giro per l&#8217;Europa e\u00a0non si peritava a chiedere consigli e suggerimenti a chiunque se ne intendesse di remi e di barche. Nonostante la salute precaria, dovuta a un grave incidente sul lavoro e due infarti, continuo ad allenare, con delle pause, fino allo stop dell&#8217;attivit\u00e0 del 2004, quando una tromba d&#8217;aria rese inagibile il nostro impianto. Ed e qui che ricordiamo la sua figura di dirigente che ha caratterizzato la vita societaria per trenta anni. Entr\u00f2 nel pieno della gestione quando nel &#8217;77 ci fu una scissione e l\u2019uscita di alcuni dirigenti e atleti, poco dopo la scomparsa dell&#8217;atleta Riccardo Nardi. Da subito aveva ben chiaro il suo progetto a lunga scadenza, ovvero dotare la Canottieri di un vero impianto remiero ed in quel senso inizio a muoversi, scomodando politici locali, nazionali e vertici federali creandosi, come succede in queste vicende, molte inimicizie e invidie, soprattutto con l&#8217;amministrazione Comunale del tempo, legate anche alle sue idee politiche che, anche non volendo, si intrecciavano con la sua grande passione sportiva. Fu cos\u00ec che in 20 anni, coinvolgendo amici, aziende, enti locali e federazione, fu realizzata la struttura attuale. Diversi furono gli interventi a Calcinaia dell&#8217;allora presidente federale Paolo D&#8217;Aloja, che credeva nel progetto ed in seguito anche del successore Romanini. Inevitabili furono gli attriti con il Sindaco\u00a0che, mal consigliato, arriv\u00f2 ad emettere un ordine di demolizione dell&#8217;impianto, scongiurato anche grazie dall&#8217; intervento dell\u2019allora presidente del Coni Pescante. Intanto le pressioni ed i problemi esterni si ripercuotevano anche nell&#8217;assetto interno che port\u00f2 \u00a0alla creazione di un&#8217; altra realt\u00e0 remiera in paese, sostenuta dai suoi avversari politici e non. Alla fine degli anni \u201890 si giunse ad una &#8220;pacificazione&#8221; che, sanando la struttura, rese possibile il proseguio dell&#8217;attivit\u00e0 in maniera indipendente. Con la stessa passione e veemenza viveva anche la vita federale ed i campi di regata. Clamorosi furono i suoi interventi alle Assemblee nazionali e le critiche taglienti alla gestione federale, sempre e comunque animate da uno spirito sportivo volto a migliorare l&#8217;ambiente remiero. A livello societario non mancarono i contrasti le accese discussioni e le liti, sia con dirigenti che con genitori, ma sempre mirati alla realizzazione del progetto e dell&#8217;attivit\u00e0 che aveva in mente. Non sono mancati neppure i momenti goliardici e di divertimento nelle molte cene, trasferte gara e serate passate a scherzare e immaginare il futuro. L&#8217;evento del fortunale di fine 2004 azzero di colpo tutta l&#8217;attivit\u00e0 ma non gli entusiasmi. Franco non si perse di animo, nonostante la malattia avanzasse, gest\u00ec in prima persona tutta la ricostruzione ed il reperimento delle risorse.\u00a0 Anche la Federazione ed il Coni riconobbero il suo valore con l&#8217;assegnazione della Stella di bronzo al merito sportivo. In seguito fu anche nominato Cavaliere al merito della Repubblica per meriti sociali.\u00a0Ci lasci\u00f2 proprio a lavori conclusi, quando tutto era pronto per ricominciare, ma a quel punto eravamo senza allenatore ed atleti praticanti. Si raccomand\u00f2 di non disperdere quanto fatto e di lavorare affinch\u00e9 fosse ripresa l&#8217;attivit\u00e0 del canottaggio. Nel 2009 quanto da lui auspicato si realizz\u00f2 con l&#8217;arrivo di alcuni degli attuali dirigenti e dell\u2019allenatore, i quali hanno ben messo a frutto l&#8217;eredit\u00e0 ed esaudito le sue volont\u00e0. il resto \u00e8 storia recente e di grande soddisfazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie Franco per la lezione di vita e per quanto hai lasciato ai nostri giovani e alla comunit\u00e0 di Calcinaia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono gi\u00e0 passati due lustri da quel 31 luglio del 2007 quando, dopo una brutta e sofferta malattia, Francesco Paparella (per tutti noi Franco o il Papa) ci ha lasciati. Dirigente e allenatore della societ\u00e0 per un trentennio. 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